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Alimentazione intuitiva per i bambini

Sono convinta che tutti i genitori cerchino e vogliano il meglio per i loro figli, questo si traduce che vorrebbero dargli il meglio anche quando si parla di alimentazione.

I bambini nascono come dei mangiatori intuitivi.
Quando un bambino nasce infatti l’ unica ragione che lo spinge a ricercare del nutrimento o a rifiutarlo sono i segnali interni di fame e sazietà.
Il segnale della fame sarà tanto intenso in un neonato che provare ad ignorarlo lo renderà tanto irascibile da iniziare a piangere disperato fino a che non avrà raggiunto il suo scopo, questo per un istinto naturale di autoconservazione.

Quando il bambino sente si sente risposto al suo senso di fame questo scatenerà in lui un senso di sicurezza, mitigando la paura della deprivazione. D’altra parte se la sua fame è criticata o ignorata, il bambino, inconsciamente, avrà paura che non ci sarà abbastanza cibo per lui ed in risposta rischia di mutare il suo senso di fame e di svalutare i segnali che il suo corpo gli invia.

Spesso viene consigliato di dare da mangiare ai bambini ad orari regolari, ad esempio ogni 2 o 4 ore quando sono neonati, questo è potenzialmente rischioso perché se il bambino piangerà per la fame prima dell’ orario stabilito il genitore temporeggerà a dargli il latte “perchè è troppo presto”, se invece all’ orario stabilito il bambino non avrà così tanta fame si abituerà a mangiare indipendentemente dai segnali corporei.

Mangiare è una cosa di famiglia

Uno degli aspetti principali per far sì che un bambino abbia dei comportamenti alimentari equilibrati e sani è che tutta la famiglia abbia un’ alimentazione equilibrata.
Ricorda che quando scrivo di un’ alimentazione sana e equilibrata non intendo un’ alimentazione “perfetta” o “da linee guida” bensì basata sul rispetto dei segnali interni, intuitiva e consapevole.

I bambini sono degli attenti osservatori, non gli sfuggirà se loro devono mangiare qualcosa che il babbo o la mamma non mangiano, così come noteranno se i genitori o gli altri membri della famiglia hanno un rapporto non equilibrato con il cibo.
Questo è uno di quelle occasioni in cui insegnerai molto più con quello che fai, che con quello che dici.

Consigli pratici per crescere un piccolo mangiatore intuitivo

I pasti

  • Stabilisci in modo chiaro il momento del pasto, prediligendo che i pasti siano consumati in un unico momento e luogo per tutta la famiglia.
  • Rendi il bambino partecipe della preparazione del pasto e della tavola.
  • Nel caso in cui il bambino manifesti di avere fame fuori dagli orari dei pasti, rispetta il suo senso di fame, così come se dice di non aver fame, stai tranquilla che è solo sintomo che l’ ultimo pasto è stato saziante (Non morirà di fame, te lo prometto).
  • Se il bambino ha sete, offrigli dell’ acqua.
  • Servi piccole porzioni e, in base alla fame del bambino, consenti la seconda, la terza o la quarta porzione.
    Non appena il bambino sarà capace di servirsi da solo, lascia che sia lui a stabilire la dimensione della sua porzione.
  • Nel caso in cui il bambino non riesca a finire la porzione che ha nel piatto perché si sente sazio, rispetta i suoi segnali di sazietà e non lo forzarlo a finire ciò che ha nel piatto.
    Questo lo aiuterà a sentirsi responsabilizzato nel processo alimentare, non annoiarsi o essere sopraffatto da grandi quantità di cibo.
    Soprattutto, aiuterà il tuo bambino ad imparare a mangiare fino al raggiungere il suo senso di sazietà.
  • Insegna a tuo figlio a stare seduto a tavola fino a quando “Le pancia della mamma e del papà sono piene”.
  • Metti in tavola un’ abbondante varietà di alimenti, in modo che il bambino possa decidere da solo su cosa indirizzarsi.
  • I pasti non dovrebbero durare più di 20-30 minuti, anche se il bambino ha mangiato pochissimo o niente.
    Il bambino imparerà a compensare l’assunzione minima di cibo al pasto successivo o al giorno successivo. Allungare eccessivamente la durata del pasto può far diventare tale momento una tortura per il bambino.
  • Prepara degli snack nutrienti accessibili per il bambino, in modo che se avrà fame nell’ arco della giornata possa autonomamente indirizzarsi verso lo spuntino migliore per la sua fame di quel momento.

Approccio al cibo

  • Loda tuo figlio per le capacità di mangiare da solo, ma mantieni un atteggiamento neutrale riguardo all’assunzione di cibo da parte del bambino.
    Non lodare o criticare tuo figlio per quanto o quanto poco mangia. Il mangiare di tuo figlio non è una performance, dovrebbe essere regolato internamente dai suoi bisogni fisiologici e non dal bisogno di approvazione.
  • Evita frasi come “mangia se no la mamma piange”, “finisci, che ci sono bambini che non hanno da mangiare”, “Se mangi tutto la nonna ti vuole più bene”.
  • Parla del cibo in modo neutro, senza che si parli di alimenti “sani” o “non sani”.
  • Evita di formulare giudizi basati sul peso o sulla forma corporea, sia quando parli di te stesso, del bambino o di altre persone.
  • Aiuta il bambino ad esprimere le proprie emozioni e a rispondergli nel modo più adeguato.
    Se noti che usa il cibo a scopo di contenimento emotivo, cerca di aiutarlo a capire cosa stia provando.
  • Non permettere distrazioni (ad es. Giocattoli, libri, televisione) durante i pasti o lo spuntino.
    Quando sono distratti, i bambini non prestano attenzione ai loro segnali interiori di fame e sazietà.
  • Evita di usare il cibo come regalo, ricompensa o conforto, o come espressione del tuo affetto. Rendi i dolci un alimento neutro, non un premio o una gratificazione
  • Non limitare l’assunzione di cibo di tuo figlio e non trattenere il cibo per minacciarlo o punirlo.
    Altrimenti, tuo figlio imparerà a cercare cibo per motivi emotivi.
  • Rimanda l’ introduzione dei “play food”. Con l’ espressione “play food” si possono accomunare tutti quelli alimenti gradevoli al gusto ma non ricchi di nutrienti (quello che viene spesso appellato in modo dispregiativo come junck food). Se il bambino avrà già dei suoi gusti ben consolidati quando si troverà a mangiare questo tipo di alimenti e saranno offerti con valore neutro sarà più semplice che il bambino li veda alla stregua di tutti gli altri.
  • Fidati della regolazione interna del bambino!

Obesità e sovrappeso

Diversi studi hanno dimostrato che l’ 80% dei bambini di sei anni individui come riprovevole essere in carne e consiglierebbero una dieta per risolvere il problema.
A sei anni. Questo non è strano se pensi che sono il riflesso della cultura in cui sono immersi.

Negli ultimi anni s è spesso sentito parlare dell’ “epidemia dell’ obesità” infantile.
Mi sta molto a cuore sottolineare che uno degli aspetti fondamentali quando si parla di alimentazione nei bambini è non mettere un bambino a dieta!

La diagnosi di sovrappeso ed obesità sono fatte nei bambini tramite la comparazione con le curve di crescita.
Ossia paragoniamo il loro peso, la loro altezza o il loro BMI a quello di un campione statistico di bambini della stessa età.
Se il peso di un bambino sta sulla curva del 95° percentile, vuol dire che solo 5 bambini su 100 hanno un peso uguale o più alto.

Iniziare la lotta all’ eccesso ponderale fin da piccoli è estremamente rischioso, sia perché rinforza lo stigma del peso, diminuisce l’autostima, aumenta il rischio di comportamenti di dieta cronica e disturbi alimentari.

In bambini di ogni taglia, limitare la quantità o la varietà di cibo può solo portare a sentimenti di privazione e ribellione, esattamente come le diete negli adulti.

Cosa faccio allora se il mio bambino è cicciottello?

La miglior cosa che tu possa fare è iniziare un percorso con un professionista non prescrittivo e che lavori in ottica “health at every size” per trovare il modo migliore per affrontare un percorso di equilibrio alimentare per tutta la famiglia.

bibliografia e sitografia

  • Intuitive Eating, a revolutionary anti-diet approach, fourth edition by Evelyn Tribole & Elyse Resch
  • Just eat it by Laura Thomas
  • drchatoor.com

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