L’ acqua

L’ acqua la molecola fondamentale che ha reso possibile la vita sulla terra.
Fin dai tempi più antichi essa ha avuto un ruolo importante nella vita dell’ uomo, all’ interno della società e per la sussistenza personale.

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Dal punto di vista nutrizionale l’ acqua non apporta energia chimica, quindi calorie, è allo stesso tempo un nutriente essenziale per la sussistenza dell’ individuo, poiché ha numerose funzioni all’ interno dell’organismo.

Il peso corporeo di ognuno di noi è costituito per il 60% da acqua, perché essa è essenziale per ogni reazione che avviene nel nostro corpo.
La magior parte dell’ acqua corporea è contenuta all’ interno delle cellule, mentre soltanto un 30% costituisce il liquido extra cellulare e il plasma.
Per far sì che questa situazione sia finemente controllata il nostro corpo ricorre ad un sistema di bilancio idrico, ossi un equilibrio tra i liquidi in ingresso e quelli in uscita.

Essendo il corpo umano un sistema perfetto una variazione consistente della percentuale d’acqua all’ interno del corpo può portare gravi danni. Si parla di disidratazione nel caso di una variazione per difetto, di iper-idratazione se invece si tratta di una variazione per eccesso.

L’acqua è solvente di moltissime specie idrosolubili necessarie al nostro organismo, ad esempio i Sali minerali, le vitamine idrosolubili, carboidrati e proteine. Essa adempie ad un ruolo di trasporto, digestione, assorbimento, eliminazione delle scorie e regolazione della temperatura interna corporea.

Il bilancio idrico è controllato dal sistema della sete e dal sistema urinario che attraverso il riassorbimento idrico nei reni controlla la quantità d’acqua da espellere.
Il fabbisogno di acqua da introdurre come tale definiti dai
dalla revisione del LARN (livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) sono di 2,5 L per il maschio adulto e di 2 L per la donna adulta, si notano essere crescenti dal lattante per i quali sono consigliati 0,8 L die fino all’ età adulta con un leggero aumento del fabbisogno durante condizioni fisiologiche particolari quali gravidanza e allattamento.

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L’acqua per il consumo umano deve essere potabile. Ossia deve rispettare alcuni parametri chimici e fisici che la rendono sicura al consumo umano, deve essere priva di componenti patogeni ed ad un pH tale da non nuocere all’ organismo. Un’ acqua può essere potabile direttamente alla sorgente o essere resa potabile tramite processi di sanificazione.

Una delle condizioni affinché un acqua non nuoccia all’ organismo è la presenza al suo interno di una quantità variabile di minerali.

Al giorno d’oggi è sconsigliata l’assunzione di acque demineralizzate, sia per le tecniche di estrazione di queste che tendono a renderla molto più acida e a lasciare tracce di solventi; sia perché per processi osmotici tende a privare l’organismo dei minerali presenti, creando carenze che facilitano l’insorgenza di patologie croniche

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I parametri con cui vengono analizzate le acque :

  • il pH che a norma deve essere compreso tra 6,5 e 9,5
  • il residuo fisso, ossia la quantità di minerali residui dopo aver portato un litro d’acqua a 180°.
  • la conducibilità elettrica, correlata al residuo fisso poiché la capacità di condurre elettricità è direttamente proporzionale alla concentrazione di ioni minerali.
  • l’Alcalinità, ossia la quantità di carbonati e bicarbonati (principalmente calcio e magnesio) disciolti nell’ acqua.
  • La durezza, ossia la quantità di Sali espressa in gradi francesi (un grado è uguale 10 mg/l di carbonato di calcio). Sono consigliate per la popolazione generale acque con una durezza tra i 15 e i 50 gradi francesi.
  • Calcio, minerale fondamentale per la vita e del quale l’acqua è una delle principali fonti. Sono consigliate acque ricche di calcio in gravidanza, accrescimento e durante la vecchiaia. Non esistono particolari effetti collaterali legati al calcio.
  • Magnesio, è fondamentale per l’organismo in quanto presente come co-enzima in moltissimi processi metabolici è consigliata l’assunzione di acque ricche di magnesio dopo l’attività sportiva in quanto contenuto nell’ acqua in una forma altamente biodisponibile. Un eccesso di magnesio nell’ acqua può avere effetti lassativi.
  • Sodio, pur necessario per l’organismo tendiamo ad assumerne già in eccesso con la dieta. La normativa vigente stabilisce un massimo di 200 mg/l di sodio nelle acque.
  • Potassio, importante per l’equilibrio dei processi elettrolitici e delle connessioni nervose, un’alterazione delle concentrazioni di potassio nel sangue possono comportare scompensi muscolari
  • Nitrati, presenti nell’ acqua per processi naturali o dovuti all’ inquinamento. Il limite attuale è di 50 mg/l ma per i neonati è consigliabile un’ acqua a livelli più bassi.
  • Nitriti, dovuti alla degradazione dei nitratai ad opera dei batteri. Hanno un limite di 0,10 mg/l perché nell’ organismo possono reagire con l’emoglobina riducendo di fatto la quantità di ossieno ai tessuti.
  • Ammoniaca, può essere di origine geologica o dovuta a fertilizzanti industriali, il limite massimo è il 0,50 mg/l.
  • Cloruri, collegati con l’attività elettrica delle acque hanno un limite a 250 mg/l
  • Floruri, importanti nel bambino perché a basse quantità ha uno scopo protettivo verso la carie dentale, il limite fissato è di 1,50 mg/l
  • Solfati, non sono negativi per l’ uomo nonostante se abbinati al magnesio possono dare un sapore sgradevole. Hanno un limite fissato a 250 mg/l
  • Cloro residuo, indica che l’ acqua ha subito processi di sanificazione. Non ci sono indicazioni all’ interno della normativa che ne limitano i livelli.
  • L’arsenico, presente sia per cause geologiche che da inquinamento, l’arsenico è un noto veleno e sicuro cancerogeno. I limiti nell’ acqua sono di 10 microgrammi/l
  • Il manganese. Minerale fondamentale per l’ uomo, i limiti nell’ acqua sono di 50 microgrammi/l

Un decreto legislativo del 1992 classifica le acque a seconda del loro residuo fisso in :

  • Acque minimamente mineralizzate, se con un residuo fisso inferiore ad 50 mg/l
  • Acque oligominerali, con un residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l
  • Acque minerali , con un residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l
  • Acque ricche di Sali minerali, quando il residuo fisso supera il 1500 mg/l

Non è consigliabile, specie per chi è ancora in crescita, il solo utilizzo di acque oligominerali o minimamente mineralizzate perché si potrebbero creare delle carenze di sali minerali.

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Del rubinetto o in bottiglia?

In Italia la maggior parte della popolazione utilizza principalmente acqua in bottiglia, speso non per specifiche problematiche di salute che portano a scegliere una determinata acqua commerciale ma per sfiducia verso l’acqua del rubinetto.
In realtà nella maggior parte dei casi l’acqua del rubinetto assicura controlli più costanti ed una maggiore sicurezza e qualità rispetto all’ acqua confezionata della quale non si conoscono effettivamente le dinamiche di stoccaggio e conservazione che non solo possono alterare le qualità organolettiche ma anche far sviluppare rischi da cessione chimica dato il conservamento in pet
(plastica) o il rischio di alterazioni microbiologiche.
Dall’ altra parte l’acqua corrente se non
proviene da specifiche fonti sotterranee è generalmente priva di proprietà organolettiche particolari e può avere un gusto un po’ più forte legato alla presenza del cloro, usato nei processi di sanificazione.

Tuttavia il sapore del cloro si mitiga molto già facendo decantare l’acqua del rubinetto in una bottiglia per una-due ore e con una breve ricerca in Internet si possono recuperare le tabelle sulle analisi fatte sull’ acqua nelle varie zone.

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